Goma e dintorni, chiese per la pace

Le chiese moltiplicano le iniziative di pace nella Repubblica Democratica del Congo

04 marzo 2025  |  Judith Osongo

Manifestazione per la pace a Kindu, nella Repubblica Democratica del Congo, all’inizio di febbraio. (Foto: Chadrack Tambwe Londe/UM News)

(UMNews) La presa di Goma e di Bukavu da parte dei ribelli del Movimento 23 marzo (M23), sostenuti dall’esercito ruandese, ha segnato una significativa escalation dell'annoso conflitto in corso nella regione dei Grandi Laghi. Alla fine di gennaio i ribelli M23 hanno preso il controllo di Goma, capoluogo del Kivu Nord, e hanno proseguito la loro avanzata verso Kivu Sud, dove all’inizio di febbraio hanno conquistato Bukavu. Gli eventi hanno condotto a una crisi umanitaria, con migliaia di civili sfollati e pesanti perdite di vite umane. Sono morte circa 4.000 persone. La comunità internazionale, Nazioni Unite incluse, ha chiesto un cessate il fuoco e interventi di mediazione per evitare una escalation regionale del conflitto.

Anche la chiesa cattolica e quella protestante in Congo si sono mobilitate per promuovere la pace e la riconciliazione. La Conferenza episcopale nazionale del Congo e la Chiesa di Cristo in Congo (composta da diverse denominazioni protestanti), hanno lanciato un’iniziativa denominata Social Pact for Peace and Living Well Together in the Democratic Republic of Congo (DRC) and Great Lakes Region (Patto sociale per la pace e la buona convivenza nella Repubblica Democratica del Congo e nella regione dei Grandi Laghi). L’iniziativa mira a riunire gli attori sociopolitici e regionali al fine di trovare soluzioni durature alla crisi securitaria nella parte orientale del paese.

I leader religiosi hanno incontrato diversi leader politici congolesi, tra cui il presidente Félix Tshisekedi, i leader del Movimento M23 a Goma e personalità internazionali come il presidente del Ruanda Paul Kagame. L’obiettivo del patto di pace è quello di incoraggiare un dialogo nazionale inclusivo ed evitare il ricorso alle armi.

Il rev. Eric Nsenga, della Chiesa di Cristo in Congo, ha sottolineato che il suo approccio prevalentemente pastorale mira a far sentire la voce di migliaia di congolesi. “Abbiamo lanciato noi l’iniziativa e per questo stiamo riunendo tutte le parti interessate”, ha detto. “Abbiamo iniziato a Kinshasa e ora siamo a Goma, prima di estendere l’iniziativa al di fuori del paese”.

Intanto, all’inizio di febbraio, i giovani metodisti uniti si sono uniti ad altri congolesi per manifestare nelle strade di Kindu e chiedere la pace a Goma. Il coordinatore regionale per i giovani della United Methodist Church nel Congo orientale, il dr Hervé Mboko Tshoso, ha detto che la manifestazione è stata un segnale di unità nazionale e di sostegno. “La popolazione congolese, specialmente quella della parte orientale, ha bisogno di pace e di stabilità”, ha detto Tshoso. “La manifestazione è un buon modo per far udire la voce dell’intera popolazione, in primo luogo a Dio, poi alle autorità a livello nazionale e quindi all’intera comunità internazionale, affinché vengano prese tutte le misure necessarie per porre fine alla guerra e ai molteplici confitti in atto nel nostro paese”.

“Voi giovani siete i costruttori del domani - ha detto il vescovo metodista Gabriel Yemba Unda, dell'area episcopale del Congo orientale -, la vostra partecipazione a questa manifestazione è un segnale forte che credete in un futuro in cui la pace trionferà sulla violenza, in cui il dialogo prenderà il posto dell’odio e in cui ognuno avrà il suo posto in un clima di pace”. Ha esortato i giovani metodisti uniti a ispirare altri a unirsi alla causa e a darsi da fare per un mondo più giusto e pacifico. “Diamo voce alla speranza e all’unità”, ha dichiarato. “Marciamo insieme per la pace a Goma”. Era un’opportunità per riunire tutte le denominazioni religiose che aderiscono alla Chiesa di Cristo in Congo e pregare Dio per una causa comune, che è la pace e nient’altro che la pace”, ha ancora detto Unda. “Poiché sta scritto: ‘Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio’”.

Janvier Omadive, membro della Bethlehem United Methodist Church nel distretto di Nord Kindu, ha detto che la sua partecipazione alla marcia era puramente patriottica. “Sono giovane - ha detto -, ho la forza e l’energia per lottare per il mio meraviglioso paese. Oggi manifestiamo perché quando è troppo è troppo. Vogliamo la pace nel Congo orientale. Vogliamo restare uniti a Goma e a Bukavu e poter viaggiare liberamente nella parte orientale del paese… Amo la mia nazione. Marcio per la pace”.

Temi correlati

pace guerra diritti umani Congo

Articoli correlati