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Voce evangelica oggi

“Voce evangelica” è un mensile edito dalla Conferenza delle chiese evangeliche di lingua italiana in Svizzera (Cocelis, in cui sono rappresentate la chiesa riformata dei Grigioni, la chiesa riformata nel Ticino e l’Associazione delle chiese di lingua italiana in Svizzera). È l’unico mensile evangelico in lingua italiana della Svizzera (ospita anche articoli in lingua tedesca, tenendo conto della presenza tedescofona in Ticino), e vanta una storia che dura da oltre sessant’anni. 

Voce evangelica ieri

Il primo numero di “Voce evangelica” uscì nel 1939, curato dai pastori Guido Rivoir (Lugano) e Alberto Fuhrmann (Zurigo). Durante il secondo conflitto mondiale, periodo in cui molti italiani cercarono rifugio all’estero, giunsero in Svizzera anche persone vicine agli ambienti evangelici. Una di queste fu Franco Fortini, antifascista, partigiano, poeta e scrittore, più tardi docente di Storia della critica letteraria a Siena. Entrato in contatto con la chiesa evangelica di lingua italiana di Zurigo, Fortini pubblicò alcuni articoli su “Voce evangelica”. 
Nel dopoguerra la direzione del mensile passò nelle mani del pastore Elio Eynard (Zurigo). Accanto alle cronache della vita delle chiese, la “Voce” fu attenta, in quegli anni, alle grandi assemblee ecumeniche, da quella di Amsterdam - da cui nacque il Consiglio ecumenico - a quella di Evanston, e allo spirito ecumenico che si andava diffondendo. Ampia attenzione fu sempre dedicata alla vita delle chiese evangeliche in Italia, alle quali il protestantesimo di lingua italiana in Svizzera è molto legato. 
Jean Roland Matthey, successore di Eynard, diresse la “Voce” negli anni Sessanta, periodo in cui le chiese di lingua italiana, sostenute dalle rispettive chiese evangeliche cantonali, si impegnarono con energia ed entusiasmo nell’opera di accoglienza degli immigrati dall’Italia. Sorse allora anche l’Associazione delle chiese evangeliche di lingua italiana in Svizzera (Acelis), organo di collegamento tra i gruppi e le chiese svizzere e nate dall’immigrazione. 
Il pastore Otto Rauch (Vicosoprano) diresse il mensile dalla fine degli anni Sessanta alla metà degli anni Settanta, nei difficili anni delle campagne contro i lavoratori stranieri. In seguito la “Voce” fu diretta da Elena Fischli Dreher (Zurigo), prima donna ad assumere tale incarico. Il mensile ospitò allora acute analisi dei mali sociali che travagliavano la società svizzera. Fu in questo periodo che si prospettò anche la possibilità di una collaborazione con il periodico trilingue della chiesa evangelica riformata nel Ticino, “Vita evangelica”. Ma il progetto si arenò. 
Dal 1978 al 1981 la “Voce” fu diretta dal pastore Franco Scopacasa (Brusio). La direzione del mensile si trasferì per la prima volta in Ticino all’inizio degli anni Ottanta, quando essa fu affidata a un laico, Roberto Tognina (Pregassona). Il pastore Paolo Castellina (Stampa), Dora Naso Gysin (Basilea) e il pastore Paolo Tognina (Locarno) assunsero successivamente la direzione della “Voce”. 
Nel 1998 si giunse infine alla decisione di unire la “Voce” e il mensile “Vita evangelica” (pubblicata, a partire dal 1966, dalla chiesa evangelica nel Ticino). Nel gennaio 1999 vide la luce un nuovo mensile evangelico, edito dalla neocostituita Conferenza delle chiese evangeliche di lingua italiana in Svizzera (Cocelis, in cui sono rappresentate la chiesa riformata dei Grigioni, la chiesa riformata nel Ticino e l’Acelis) che mantenne tuttavia il nome di “Voce evangelica”. Paolo Tognina, il pastore Alfredo Berlendis (Brusio) e Regula Stern Griesser si susseguirono alla guida del nuovo mensile, coadiuvati da una segretaria, Claudia Giopelli (Lugano). 

“Voce evangelica” è finanziata tramite le quote di abbonamento ed è realizzata da una redazione nominata dai partners riuniti nella Cocelis.