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Basilea città della pace

Per la prima volta le chiese protestanti d'Europa esprimono una presa di posizione comune sul tema della pace

in  protestantesimo , Europa

Basilea città della pace

(ve) I delegati e le delegate dell'assemblea della Comunità delle chiese protestanti in Europa CCPE/GEKE hanno approvato una presa di posizione comune sul tema della pace nel Vecchio continente, "Insieme in Europa / Miteinander in Europa". A cento anni dalla fine della prima guerra mondiale, la CCPE dichiara di voler contribuire, in spirito di umiltà e servizio, alla costruzione e al mantenimento della pace in Europa.

Assemblea di Basilea
"Alla luce delle terribili conseguenze delle guerre e delle tracce permanenti che esse lasciano nella società, le chiese riunite nella CCPE, critiche nei confronti della propria storia, sono coscienti dell'importanza  dell'impegno a favore della pace e della prevenzione civile dei conflitti". Il testo è stato approvato al termine dei lavori dell'ottava assemblea della CCPE, che si chiude oggi, 18 settembre, a Basilea.
Punto di partenza della presa di posizione è il primo centenario della fine del primo conflitto mondiale, concluso l'11 novembre 1918. "Ridefinizione dei confini e ridimensionamento degli stati, collasso di imperi multietnici e nascita di nuovi stati hanno provocato - al termine della prima guerra mondiale -, in Europa e nel Medio Oriente, gravi ingiustizie e persecuzioni", afferma la CCPE nel documento. I trattati di pace stipulati un secolo fa non hanno creato una situazione di vera pace. Il testo "Insieme in Europa" affronta i temi della colpa, della riconciliazione, della migrazione, delle condizioni delle minoranze, della democrazia e del ruolo della società civile".

Assemblea CCPE nel Münster di Basilea

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Punti principali del documento
Le chiese sono coscienti che "la situazione geopolitica è oggi molto diversa rispetto a quella di cento anni fa", ma riflettendo sulla situazione all'indomani del primo conflitto mondiale, individuano delle sfide "che negli ultimi cento anni sono riemerse a più riprese, ma che non sono mai state definitivamente risolte". Le conseguenze della guerra sono ancora presenti, sotto la superficie, e continuano indirettamente a condizionare il presente.
Affrontando la questione della colpa, le chiese si interrogano sull'atteggiamento che esse hanno assunto di fronte al conflitto, escludendo il proprio senso critico, o addirittura sostenendo lo sforzo bellico. Il testo della CCPE mette perciò in guardia le chiese dal giustificare teologicamente dei sistemi politici cedendo allo spirito del tempo. Nell'Europa centrale, del Sud e Orientale, il tema dei diritti delle minoranze - etniche e religiose - costituisce fino ad oggi una questione irrisolta.

La CCPE individua nella questione dei profughi e degli espulsi - che al termine della prima guerra mondiale ha coinvolto quasi 10 milioni di persone - un fenomeno paragonabile a quello dell'immigrazione che coinvolge oggi l'Europa. Il testo chiede perciò "una politica europea comune, ispirata ai valori della Convenzione dei diritti umani e delle Convenzioni relative ai profughi". Chi vuole impedire, oggi, l'arrivo di migranti, "non può fare a meno di riflettere sul fatto che le migrazioni sono il prodotto anche  delle politiche economiche europee, e delle politiche commerciali e agrarie applicate nei confronti di altre regioni della Terra".
In conclusione, le chiese riunite nella CCPE vengono a tenere vivo il desiderio di riconciliazione e pace e di impegnarsi a favore della democrazia e dello stato di diritto a tutti i livelli istituzionali.

Gottfried Locher, Miriam Rose, John Bradbury

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Elezioni del direttivo CCPE
Al termine dell'ottava assemblea della CCPE, il pastore svizzero Gottfried Locher è stato riconfermato alla presidenza della Comunità delle chiese protestanti europee. Vicepresidenti sono risultati Miriam Rose, docente di teologia sistematica dell'Università di Jena, e John Bradbury, pastore  della United Reformed Church in Gran Bretagna.
Il pastore Mario Fischer, della Chiesa evangelica di Hessen e Nassau, è stato riconfermato segretario generale della CCPE.
La Comunione delle chiese protestanti in Europa (CCPE) è un organismo che riunisce quasi cento chiese luterane, metodiste, riformate e unite del continente, in rappresentanza di circa 50 milioni di cristiani protestanti. Le chiese luterane e riformate rappresentate nella CCPE hanno firmato, nel 1973, la cosiddetta Concordia di Leuenberg, un documento che sancisce il reciproco riconoscimento dei ministeri e dei sacramenti. (Paolo Tognina)

Le chiese e la Grande Guerra (Segni dei Tempi RSI La1)