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Il pastore Res Peter: "Sulla Riforma III le chiese sono state ascoltate"

Il pastore Res Peter, della chiesa riformata di Zurigo-Neumünster, si è molto impegnato durante la campagna precedente il voto ed è soddisfatto per la bocciatura della "Riforma III dell’imposizione delle imprese"

in  politica , economia , cristianesimo

Il pastore Res Peter:

(Andreas Bättig) Il pastore riformato zurighese Res Peter, della parrocchia evangelica di Zurigo-Neumünster si è molto impegnato a favore del "no" alla Riforma III. Ma il giorno dopo la votazione dice che sarebbe sbagliato sedersi sugli allori.

Pastore Peter, quanti "alleluia" ha rivolto al cielo dopo avere sentito i risultati della votazione?
Ho perso il conto! (ride) Al mattino ho elevato qualche preghiera, dopo la pubblicazione dei primi risultati, parecchi alleluia. E molta gente mi ha ringraziato per il mio impegno!

La Riforma dell’imposizione delle imprese è stata bocciata. Quali sono secondo lei i motivi alla base di tale esito e quale ruolo hanno avuto le chiese nell'ottenimento di questo risultato?
Siamo stati in grado di dimostrare in modo serio e documentato che le chiese sarebbero andate incontro a grosse difficoltà se la Riforma III fosse stata approvata. Inoltre credo che in questa votazione fosse in gioco la coesione sociale. Per fortuna gli scenari minacciosi evocati dai circoli economici e la campagna populistica condotta dalle organizzazioni economiche non hanno convinto i votanti. Il popolo non ha creduto alla storiella secondo cui le imprese avrebbero scelto di trasferirsi in Svizzera dopo l'approvazione della Riforma III.

Lei si è impegnato a fondo e pubblicamente contro il progetto di Riforma III. Ci sono state delle reazioni durante la campagna che ha preceduto il voto?
La maggior parte delle reazioni sono state positive. Non ci sono stati attacchi veramente duri nei miei confronti. Sì, ho ricevuto delle mail e delle lettere in cui il mio impegno veniva criticato, ma si è trattato sempre di messaggi dai toni moderati.

Il pastore Res Peter:

Le chiese possono ora tirare un sospiro di sollievo per il pericolo scampato?
No, perché presto arriverà una nuova riforma. Il fatto positivo è che stavolta la voce delle chiese è stata ascoltata. Durante le consultazioni che hanno accompagnato la stesura del testo del progetto di Riforma III, nel Canton Zurigo, la nostra voce era stata invece completamente ignorata. Molte persone si sono arrabbiate per questo.

Si dice che dopo la votazione è prima della votazione. Che cosa devono fare, secondo lei, le chiese in vista della prossima votazione?
Dobbiamo convincere i parlamentari che è possibile lavorare alla costruzione di un'economia giusta, che sia al servizio del bene comune. E dobbiamo anche far capire che la nostra non è una posizione contraria agli interessi dell'economia. La chiesa deve impegnarsi anche nell'ambito dell'iniziativa per imprese responsabili. Noi, in Svizzera, possiamo avere un'economia sociale e nel contempo capace di reggere la concorrenza. (ref.ch; trad. it. P. Tognina)