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Un falò per i diritti di tutti

Il 17 Febbraio, festa dell’emancipazione dei valdesi, è una giornata di impegno per la libertà e i diritti di tutte le persone. Per la prima volta un falò anche nella città di Torino, organizzato insieme alla Comunità ebraica.

in  protestantesimo

Un falò per i diritti di tutti

(Luisa Nitti) “Non è una semplice celebrazione di un fatto storico, ma una giornata di impegno per i diritti di tutte le persone”: lo ha detto il pastore della Chiesa valdese di Torino, Paolo Ribet, mentre in piazza Castello, la sera del 16 febbraio, si svolgeva il “falò della libertà”. Un evento che ricorda il 17 febbraio 1848, quando il re Carlo Alberto concesse ai valdesi – e poco più tardi agli ebrei – i diritti civili e politici. Mentre, come da tradizione, si accendevano falò in tutti i centri e borgate delle “Valli valdesi”, a Torino, per la prima volta in assoluto, si accendeva un falò in piazza Castello. La Chiesa valdese ha voluto questa serata di celebrazione e di impegno, insieme alla Comunità ebraica e insieme a molti esponenti della società civile. Una scelta non casuale, quest’ultima, perché quella del 17 febbraio è prima di tutto una festa laica – come ha spiegato Patrizia Mathieu, presidente del Concistoro della Chiesa valdese di Torino.

Una festa laica, per i diritti e la cittadinanza di tutti

I valdesi non vogliono limitarsi a ricordare la loro storia – dalla persecuzione alla libertà -, ma intendono riaffermare che finché ci saranno persone discriminate, minoranze escluse, sarà necessario rinnovare il proprio impegno. Per questo motivo sul palco a Torino, insieme agli esponenti della Chiesa valdese, erano presenti il Comitato interfedi cittadino, ma anche il Coordinamento Pride, che rappresenta persone omosessuali, la Rete atei agnostici razionalisti e la Rete senza asilo, che si occupa dei diritti dei rifugiati. Anche i rappresentanti delle istituzioni pubbliche hanno lasciato il proprio messaggio alla festa dei valdesi: la realizzazione della serata è nata per altro grazie a una collaborazione forte con l’amministrazione comunale, guidata dalla sindaca Chiara Appendino, che è anche intervenuta alla serata in piazza. “La linea della nostra amministrazione – ha dichiarato la sindaca – è quella di prestare attenzione ai diritti di ogni minoranza, perché non si ripetano gli errori del passato e affinché nessuno sia discriminato a causa della sua religione, cultura o condizione sociale”.

finché ci saranno persone discriminate, minoranze escluse, sarà necessario rinnovare l'impegno

In una dichiarazione conclusiva letta durante la serata, la Chiesa valdese fa riferimento fra l’altro alla condizione dei rifugiati e degli immigrati: “Più si chiede di bloccare i rifugiati, più apriremo le nostre porte, più si formerà il pregiudizio, tanto più apriremo le nostre porte. Avendo visto con i nostri occhi il potere distruttivo di muri e barriere di filo spinato, vogliamo costruire ponti tra le comunità e diventare luoghi di asilo”.

Ragazze valdesi in costume per la Festa del 17 febbraio

Un falò per i diritti di tutti